Architettura Lezioni

di Sandro Lazier

PREMESSA

Le 25 lezioni di architettura di Sandro Lazier sono parte del suo lascito culturale. Sono 25 brevi testi intellettuali in cui Sandro ha espresso i suoi principi fondamentali. Sono uno strumento utile con cui confrontarsi e riflettere per chiunque voglia rapportarsi. Con la penna diretta e tagliente con cui l’autore ha sempre espresso la sua libertà culturale, le brevi lezioni affrontano i temi più profondi dell’architettura dalla composizione ai vincoli costituendo un prontuario utile sia agli studenti che ai professionisti. Buona lettura.


La direzione

  • Architettura (lezioni 1-10)

    Introduzione La chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori di Francesco Borromini, iniziata nel 1642, mai finita per mancanza di fondi, aperta al pubblico nel 1655, rappresenta, secondo il mio parere, un concreto antenato della modernità nei suoi aspetti più attuali e sofisticati. Un esempio di architettura capace di contestare la più alta forma di

    (continua)


  • Architettura (lezioni 11-15)

    Lezione numero 11 Siamo un paese orgoglioso della propria storia, benché in maggioranza sia storia di poveracci macellati in guerra dalla vanità di principi, re e tiranni. Siamo un paese che ha paura di perdere la propria identità (in maggioranza figli di poveracci macellati da principi, re e tiranni) che, da quando dice d’averla persa,

    (continua)


  • Architettura (lezioni 16-20)

    Lezione numero 16 Bruno Zevi definiva la simmetria «Una grave malattia psichica, sintomo di instabilità interiore. Un edificio simmetrico incarcerato in se stesso, è antisociale». Nell’architettura evoluta, in un mondo che vive solo di relazioni tra le cose e le persone e di contesti sociali e culturali diversi, un concetto come la simmetria è diventato

    (continua)


  • Architettura (lezioni 21-25)

    Architettura, lezione numero 21 La cultura, quella alta, è una sola: quella umana, che ha un principio fondamentale inviolabile: tutto ciò che può e vuole vivere deve poterlo fare. Il verbo ‘vuole’ distingue l’uomo dagli altri viventi, perché solo l’uomo ha coscienza e conoscenza della propria condizione, e solo lui può agire decidendo. Ma proprio

    (continua)